La "politica necessaria" di Monti

Se nella prossima legislatura "ci fosse una grande coalizione su alcuni temi di riforma oltre che su quelli costituzionali, non so se avrebbe il sapore della vecchia politica. Forse avrebbe il sapore della politica necessaria". E' quanto ha affermato il presidente del Consiglio uscente Mario Monti, ospite questa mattina della trasmissione Omnibus su La7. Il professore è poi andato sui temi della politica preannunciando ciò che è nelle intenzioni del partito di cui si è messo alla guida.
22 AGO 20
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Se nella prossima legislatura "ci fosse una grande coalizione su alcuni temi di riforma oltre che su quelli costituzionali, non so se avrebbe il sapore della vecchia politica. Forse avrebbe il sapore della politica necessaria". E' quanto ha affermato il presidente del Consiglio uscente Mario Monti, ospite questa mattina della trasmissione Omnibus su La7. Il professore è poi andato sui temi della politica preannunciando ciò che è nelle intenzioni del partito di cui si è messo alla guida.
UN'ALTRA MANOVRA? - "Se il Pil nel 2013 dovesse andare peggio di quanto previsto tempo fa, questo non porta di per sè la necessità di una manovra. Non escludo invece niente, a seconda dell'esito del voto" ha rassicurato il presidente del Consiglio uscente Mario Monti, ai microfoni di Omnibus.
IL VOTO DEGLI ITALIANI - "Non parteciperei – ha aggiunto il premier – a un governo non sufficientemente riformatore e non vedo perché gli italiani, da qui al 24 febbraio, non possano convincersi in misura sufficiente di aver bisogno di qualcosa che non sia il ritorno nelle braccia... La metto diversamente – si è poi interrotto Monti – : se gli italiani non sono soddisfatti di quello che hanno avuto negli ultimi venti anni hanno una scelta facile piuttosto che votare Pdl o Pd. Se pensano che ci sia qualcosa da mutare radicalmente, possono o protestare con Grillo o avere una diversa governabilità con noi".
I PIANI DI MONTI SU IMU, IRAP E IRPEF - "Presenteremo presto un piano per ridurre il gettito di Imu, Irap e Irpef", ha detto Mario Monti a Omnibus. "Proponiamo misure per bloccare la spesa pubblica corrente al netto degli interessi, con una riduzione spesa pubblica-Pil del 4,5 per cento al termine dei cinque anni. Non vogliamo fare promesse, ma prendere impegni seri". Ridurre la detrazione Imu sulla prima casa da 200 a 400 euro nel 2013. Questo uno dei punti qualificanti del programma di governo di Mario Monti. L'obiettivo sarebbe quello del "raddoppio delle detrazioni per i figli a carico da 100 a 200 euro, fino a un massimo di 800 euro. Per un costo stimato in 2,5 miliardi di euro, da coprire con il contenimento della spesa corrente primaria". L'Imu, nel progetto di Monti, deve essere "un' imposta più progressiva e più equa". Quanto all'Irap, secondo Monti andrebbe "ridotta e deve essere favorevole al lavoro", prevedendo a partire dal 2014 "l' eliminazione del monte salari dalla base imponibile Irap. Alla fine della prossima legislatura puntiamo su un dimezzamento di 11,5 miliardi di euro di imposta in meno in 5 anni sulle imprese". Nei piani di Monti anche la riduzione dell'Irpef dal 2014, "a partire dai redditi medio-bassi, con un aumento della detrazione dei carichi familiari e una riduzione delle aliquote a partire da quelle più basse. Vogliamo ridurre il gettito Irpef di 15,5 miliardi di euro in cinque anni, portando il rapporto tra gettito e Pil al 2%, anche per sostenere i consumi".
RIFORME COSTITUZIONALI - "Se fossi ancora presidente del Consiglio, proporrei un disegno di legge costituzionale per la riduzione del numero dei parlamentari, per la revisione del titolo V". "La sanità – ha proseguito il premier uscente – la lascerei alle regioni, forse sì, con una base di regole un po' diverse. Riproporrei poi l'azzeramento o una drastica semplificazione della mappa delle province e spero che a nessuno venga in mente di riproporre la vecchia geografia giudiziaria. Infine, una riforma della legge elettorale. Si tratta di operazioni da fare all'inizio di una legislatura". Quanto ai provvedimenti volti a contrastare il fenomeno della corruzione, Monti si è espresso così: "E' indispensabile irrobustire l'apparato contro la corruzione: ci vogliono un peso e una misura che siano abbastanza pesanti contro certi comportamenti".
LA SCOMPOSIZIONE DEI POLI - "Intendo lavorare per scomporre i poli, in parte questo è già avvenuto". Mario Monti non fa mistero delle proprie intenzioni: "Se le nostre capacità ricettive fossero state maggiori – ha aggiunto – questo si sarebbe visto di più. Pietro Ichino prima sedeva nei banchi del Pd, Giuliano Cazzola nei banchi del Pdl ora siederanno nei banchi nostri. L'Italia ha bisogno di coppie di riforme: c'è bisogno di andare avanti nel mercato del lavoro e nella giustizia. Sulle prime il Pdl sarebbe stato disponibile, sulla seconda il Pd sarebbe stato disponibile. Bisogna lavorare per superare queste gabbie".
IL PD, LA CGIL - Proprio sul punto della resistenza alle riforme manifestata in particolar modo da alcuni partiti, Monti ha criticato l'atteggiamento del Pd nei confronti della Cgil: "Le opposizioni in materia di lavoro ci sono venute da un Pd molto condizionato dalla Cgil. E' un peccato che si possano fare meno riforme di quelle che si potrebbero fare, semplicemente perché ci sono queste gabbie". Poi, rispondendo alle critiche ricevute da Massimo D'Alema pochi giorni fa sulla presunta avversione del tecnico a ricevere le istanze dei sindacati e sulla "criminalizzazione" di un sindacato come la Cgil che ha cinque milioni di iscritti, Monti ha chiarito: "Caro presidente D'Alema mi offendo un po': voi che siete vecchi, nel senso di senior, sapere bene che criminalizzare i sindacati sarebbe esso stesso criminale. Sono convinto che il sindacato ha avuto, ha e avrà un ruolo determinante in Italia". "D'Alema – ha proseguito Monti – ha seguito troppo da vicino il lavoro del governo, insieme al Pd, per ignorare quanto è stato fatto contro le renditecorporative e contro l'evasione fiscale", ha concluso Monti.
MPS - "Ho piena fiducia in Banca d'Italia, in chi la governa e in chi l'ha governata", ha detto il premier a proposito della vicenda del Monte dei Paschi di Siena. Quanto all'ipotesi di commissariamento dell'istituto di credito senese, il presidente ha detto: "come ogni tema bancario, anche questo è molto sensibile perché può avere conseguenze sul mercato. Non intendo entrare in responsabilità del passato, risalenti ad un periodo che ha preceduto di molto la nascita del mio governo. Ed è istituzionalmente corretto che lasci al ministro dell'Economia Grilli, che interverrà domani alla Camera, una presa di posizione su alcuni aspetti della realtà corrente". Sulla vicenda degli aiuti alle banche, Monti si è espresso così: "Di aiuti alle banche l'Italia ne ha dati in misura limitatissima rispetto ad altri Paesi. E vorrei ricordare che non si tratta di aiuti ai banchieri, tanto meno a quelli responsabili dei dissesti, ma di aiuti forniti essenzialmente per tutelare i depositanti delle banche, i correntisti". Monti ha poi ricordato come i Tremonti bond avessero "un tasso di interesse sensibilmente più basso di quelli autorizzati adesso per il Monte dei Paschi, titoli che Mps è autorizzato a emettere e dare allo Stato in cambio di un prestito, che per ora non è avvenuto neanche nella misura di un euro, ma avverrà". Inoltre, "2 di questi 3,9 miliardi riguardano la sostituzione dei nuovi bond a quelli di Tremonti, a condizioni migliori per lo Stato perché l'interesse è più alto".
BERSANI E I POTERI FORTI? - "Se rispondessi alla sua domanda rischieremmo di essere sbranati in due. Oggi invece è il suo turno". Questa la replica di Mario Monti alla domanda di Antonio Padellaro, che gli aveva chiesto se la vicenda Mps potesse in qualche modo significare che il segretario del Pd abbia più rapporti con i 'poteri forti' di quanti non ne abbia eventualmente il premier.
MONTI E CONFINDUSTRIA - "Abbiamo guardato con interesse al programma di Confindustria, il progetto per l'Italia. Su Irpef e Irap andiamo oltre quanto proposto da Confindustria. La parte che secondo me andrebbe più sviluppata è quella in cui ci si chiede come mai queste cose non sono state adottate. Capisco perché Confindustria non possa farlo in modo molto esplicito. Per applicare quelle cose bastano forze politiche tradizionali o servono forze politiche che facciano i conti con il passato?"

LE POLEMICHE SULLA VISITA AI TERREMOTATI DELL'EMILIA - "I terremotati – ha osservato il premier riferendosi alla sua visita in Emilia dove è stato contestato – hanno compreso la differenza e la strampalatezza dell'analogia con l'Imu. Dai giornali purtroppo è venuta una cattiva informazione all'opinione pubblica. Sono grato al Fatto Quotidiano – ha proseguito Monti – per il suo modo di essere, per un richiamo, continuo e spesso basato sui fatti, alla classe politica. Registro però la messa in confusione mentale dei lettori, non so quanto deliberata, di fronte a fenomeni che sono difficili da capire: quando si dice che lo Stato ha raccolto i soldi dell'Imu per ripianare la situazione del Monte dei Paschi dice una balla".
BILANCI SUL GOVERNO TECNICO - "Il Paese reale fa una denuncia reale, ha ragione. Abbiamo dovuto evitare il dissesto dello Stato che si profilava ad un orizzonte che sembrava sempre più vicino e abbiamo dovuto farlo non con una prospettiva di cinque anni, ma di mese in mese. Ogni mese, ora possiamo dirlo, era un incubo vedere quanti miliardi di euro dovevano essere emessi in titol italiani entro la fine del mese. E' vero – ha aggiunto Monti – che abbiamo dovuto agire sulle tasse, abbiamo agito molto sulla spesa, e si è cercato di fare molto come riduzione del peso degli apparati pubblici. Però abbiamo visto che quando le nostre proposte andavano a toccare province e regioni, quegli apparati in cui la presenza dei partiti è intensa, scattavano blocchi del Parlamento. Da qui ho capito – ha concluso Monti – che senza una azione che cambiasse il modo di pensare e la composizione politica del Parlamento, non potremmo agire su questo piano".
I RISCHI PER IL FUTURO - Mario Monti è tornato a mettere in guardia contro le spinte anti-europeiste che potrebbero manifestarsi con più forza dopo il voto di febbraio: "Non voglio creare timori, ma è concepibile aspettarsi dopo il voto visioni dell'Europa da Prometeo incatenato che desiderino rompere subito le catene. Mentre è auspicabile si lavori perché le catene si allentino solo un pochino. Altrimenti l'Italia non potrà tornare a crescere".
BERLUSCONI E LA GIORNATA DELLA MEMORIA - "Quella di Berlusconi, se è stata una battuta infelice, è stata una battuta veramente molto infelice per il contenuto, per il luogo e la circostanza in cui è stata pronunciata. Non aggiungo altro". Così il presidente del Consiglio Mario Monti che ha anche aggiunto: "Certi focolai potrebbero ripetersi. Per questo bisogna guardarsi soprattutto dall'indifferenza".